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20 gennaio 2020

PINZA E VIN BRULÉ: IL PANEVIN DI QUARTO D'ALTINO (VE)


Ben ritrovati Amici, anche quest'anno il giorno 5 di Gennaio si è svolta a Quarto d'Altino (VE) il panevin: i falò della Befana.
I falò di inizio anno sono una tradizione popolare dell'Italia nord-orientale e dell'Emilia occidentale e consiste nel bruciare delle grandi cataste di legno e frasche nei primi giorni di Gennaio, solitamente la vigilia dell'Epifania.
Data la sua larga diffusione, ne esistono molte versioni e denominazioni.
Nelle province venete di Treviso e Venezia si chiama panevin (da pan e vin "pane e vino", in segno di augurio per un anno di abbondanza).
E' uno spettacolo adatto anche ai più piccoli, perchè vengono distribuite le calze proprio dalla Befana ☺.


Ma da punto di vista enogastronomico, diventa anche l'occasione giusta per assaggiare la pinza da gustare assieme ad un buon bicchierino di vin brulé!

La pinza (pinsa) è un tipico dolce del Veneto, del Friuli e di alcune zone del Trentino.
Gli ingredienti di cui è fatta sono semplici e viene consumata durante le feste natalizie e specialmente in occasione dell'Epifania.

Pinza
La tradizione vuole che la pinza venga accompagnata dal vin brulé.
Il vin brulè è una bevanda calda a base di vino (tradizionalmente rosso), diffusa in numerosi paesi e facile da preparare.
La gradazione alcolica dipende dal vino utilizzato.
Si prepara riscaldando il vino, aggiungendo lo zucchero a piacere e diverse spezie (di base cannella e chiodi di garofano).

Vin brulè

Tradizioni popolari e sapori unici che si uniscono per l'inizio di un nuovo anno.

Per chi volesse provare a fare la pinza, ecco la ricetta:

Ingredienti:
  • 150 gr di farina
  • 150 gr di farina di mais fioretto
  • 1 bustina di lievito di birra secco
  • 75 gr di uvetta
  • 30 gr di pinoli
  • 30 gr semi di finocchio
  • 6 fichi secchi
  • 1 bicchierino di grappa
  • 125 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • latte
Preparazione

Mettere a bagno l'uvetta in acqua calda e tagliare i fichi secchi a piccoli pezzi.
In una terrina versare le due farine, un pizzico di sale e lo zucchero.
Sciogliete il lievito con un po di latte caldo.
Aggiungete alle farine la grappa, il latte con il lievito e mescolate bene fino ad ottenere un impasto  uniforme.
Fate lievitare per alcune ore, finchè l'impasto non sarà raddoppiato.
Una volta pronto, aggiungete l'uvetta ammollata e strizzita, i fichi a pezzetti, i semi di finocchio, i pinoli.
In un teglia rettangolare, sufficentemente alta, versate e livellate il composto.
Lasciatelo riposare per almeno mezz'ora.

Cuocere a 180° per 60 minuti.
Servire fredda.


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30 dicembre 2019

PARAPAMPOLI E BOMBARDINO: DUE DELIZIE INVERNALI



Buongiorno Amici, anch'io come tanti di voi, mi sono lasciata sedurre dalla magia del Natale e la domenica prima della vigilia mi sono recata ad Asiago (in occasione dei mercatini), il centro principale dell'altopiano dei Sette comuni, in provincia di Vicenza.
È proprio qui che girando fra le molte casette di legno, tipicamente natalizie, mi sono soffermata in particolare su due di esse.
La prima dove la specialità era il Parapampoli, la seconda che proponeva il Bombardino: due delizie tipiche della fredda stagione invernale; fantastiche!
Ma cosa sono esattamente?

Il Parapampoli


Si tratta di una bevanda alcolica servita alla fiamma.
Secondo la tradizione il parapampoli nacque verso la fine degli anni 50, dalla creazione di Giordano Purin, esattamente nel rifugio Crucolo nella Valsugana.
Sebbene la ricetta originale ed il dosaggio sono segreti, questa bevanda si ottiene dalla miscelazione di caffè, grappa, vino, zucchero, miele, aromi e spezie naturali.
Generalmente viene consumato nelle sagre del paese, nei bar, nei rifugi alpini e fa parte dei tanti prodotti importanti della tradizione trentina.




Il Bombardino


Bevanda a base di panna, zabaione caldo, brandy e caffè, ha origini lombarde e nasce a Livigno in provincia di Sondrio, nella baita del Mottolino negli anni 70.
E' venduto soprattutto nelle baite e sulle piste da sci ed il suo nome deriva dalla vampate di calore che ne seguirebbe l'ingerimento.
La reazione è dovuta sia alla gradazione alcolica (sono circa 30 gradi), sia alla temperatura della bevanda.
C'è una leggenda che gira attorno al Bombardino.
Si narra infatti che un genovese si trasferì dal mare alla montagna.
Dopo un lungo periodo da Ufficiale degli Alpini, gli venne dato in gestione il rifugio Mottolino.
Con alcuni amici, si mise a pensare ad una bevanda che li potesse scaldare dal gelido inverno.
Cosi tutti assieme decisero per latte con zabaione e whisky; il tutto scaldato da renderlo quasi bollente!
Un cliente che lo provò, esclamò: "accidenti, è una bombarda!".
Cosi il genovese lo chiamò Bombardino.
Con il tempo il latte è stato sostituito dalla panna ed il whisky dal brandy o rum.


E voi?Avete mai provato queste due bevande?
Perfette appunto per scaldarci in questa stagione dell'anno o semplicemente per curiosità, il Parapampoli ed il Bombardino sono due delizie che vi consiglio di provare almeno una volta nella vita ☺.
Alla prossima.


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